sabato 11 giugno 2011

MEGALOMAN


La serie Megaloman nasce in Giappone nel 1979, col titolo "Megaloman - Hono o no Senshi", anche se per il consueto problema dell'intercambiabilità di “l” e “r” nell'idioma giapponese talvolta appare scritto come Megaroman. Il telefilm si compone di 33 episodi, inspiegabilmente ridotti a 31 nell'edizione italiana, nati dalla fantasia di Tetsu Kariya, con gli effetti speciali di Koichi Kawakita e Yoichi Manoda. All'interno del genere tokusatsu (letteralmente "effetti speciali", serie e film giapponesi con eroi in costume e/o mostri giganti), la serie Megaloman si colloca tra i kyodai hero (eroe contro mostro) e i sentai (squadra in guerra) con una bella spruzzata di uchu (fantascienza).
Come in molte serie fantascientifiche famose, da Superman a Goldrake, il protagonista proviene da un altro pianeta, distrutto da cataclismi o invaso da perfide forze aliene, trovando sicuro rifugio sulla Terra. Nel nostro caso Takashi Shishido (interpretato dall'attore giapponese Yuki Kitazume) è originario dal pianeta Rosetta che viene attaccato dalla terribile Tribù dal Sangue Nero guidata dal perfido Capitan Delitto. Risultato: la popolazione, incluso il padre di Takashi, viene sterminata e il ragazzo approda sul nostro pianeta in compagnia della madre Mary. I due portano avanti una vita tranquilla, mescolati ai terrestri in cui sono in tutto e per tutto simili. Ma dato che la serie in questo modo non potrebbe continuare, lo scossone viene dato dalla Tribù dal sangue Nero, ora intenzionata a impossessarsi anche del pianeta azzurro. Ed ecco il colpo di scena: Mary consegna a Takashi due braccialetti metallici, che una volta messi ai polsi e portati a contatto lo trasformano in una sorta di gigante alto 150 metri e pesante 8.800 tonnellate, Megaloman! In tal guisa, Takashi si batte contro i terribili mostri, ovviamente uno diverso a ogni puntata, che gli vengono inviati contro dagli invasori.
Perché una serie sia definita sentai deve avere quale protagonisti un team di combattenti, ed ecco che entrano in gioco gli amici di Takashi che, scoperto il suo segreto, decidono di allearsi con lui per difendere il pianeta. I quattro (Seiji, Eizuke, Uan e Hippei) sono un po' gli stereotipi tipici di questo genere di produzioni e degli anime: il duro (Seiji), la ragazza coraggiosa (Uan), l'imbranato (Eizuke) e il bambino che si caccia continuamente nei guai (Hippei). Anche a loro Mary dona dei braccialetti grazie ai quali possono trasformarsi in guerrieri della Tribù Mane (quella originaria di Takashi) dotati di una potente energia. Tutti quanti, al grido di “Energia, a noi!” si ritrovano addosso delle tute colorate, con cui combattono contro i soldati di Delitto, ovviamente a colpi di arti marziali e funamboliche capriole.
Il momento clou di ogni episodio spetta a Takashi/Megaloman, che in sgargiante tuta rossa lotta contro il mostro di turno. La sua arma principale è la fiamma di megalopoli, una enorme scarica di energia emessa dalla sua lunghissima chioma, che quindi fa roteare con incredibili effetti coiffeur che entusiasmano e fanno sorridere allo stesso tempo. Il mostro è il classico attore entro un costume di gomma piuma con cerniera (che ora ci immaginiamo caldissimo, con l'uomo all'interno sudatissimo) e il set una ripoduzione in scala di Tokyo che viene opportunamente devastata nel corso dello scontro. Peculiarità interessante, e destinata ad aggiungere pathos, dopo aver utilizzato la sua arma più potente Megaloman esaurisce le proprie scorte energetiche e necessita circa tre minuti per poter essere nuovamente in grado di combattere. Durante tale lasso di tempo è quindi maggiormente vulnerabile agli attacchi dei nemici.
I colpi di scena, talvolta abbastanza scontati, fanno parte del bagaglio di trucchetti di Megaloman così come di molte serie appartenenti al medesimo filone. In alcuni casi, tuttavia, Megaloman si è dimostrato maggiormente drammatico. Nel corso delle vicende alcuni personaggi perdono la vita, ma è il finale a riserbare la sorpresa maggiore. Si scopre infatti che Capitan Delitto è in realtà Hirashi, il gemello di Takashi ritenuto morto, al contrario catturato e allevato fin da piccolo dalla Tribù dal Sangue Nero, ereditandone la malvagità. Il dramma finale consisterà quindi nell'epico e mortale scontro tra i due consanguinei: imperdibile!

3 commenti:

  1. ahahahah che immagini epiche!!!

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  2. fantastico resterai sempre nei nostri cuori

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  3. Che ricordi... all'epoca ho perfino scritto in Giappone per far avere foto e altro materiale a mia figlia, e tuttora conserviamo una maglietta con autografo e dedica dell'attore Yuki Kitazume (Takashi) :D

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